Tradizionalismo, conformismo e materialismo ci hanno portato a vivere una vita fatta di oppressione e solitudine. Abbiamo perso la capacità di amare e di essere felici. Cerchiamo di discutere insieme sul valore di ogni singolo momento e riscopriamo la bellezza della vita
sabato 26 ottobre 2013
Un'unica grande emozione
O mio amore, mio amore perfetto, assoluto, indissolubile, intenso genuino; o vita, o vita ti adoro, ti sento, sento la terra girare, sento il suo calore, sento il suo respiro, vedo le corde della sua essenza. Tu che mi irradi di luce nuova ogni giorno, tu che mi spingi, tu che mi fai crescere, tu che mi scaldi. Io ti amo, ti amo con tutto me stesso, in queste ombre io ti vedo, ti assaporo, ti annuso, sei mia e soltanto mia. Urlo a squarcia gola il tuo nome al mondo intero; il tuo calore pervade la mia anima pulsante e io prendo vita e danzo a ritmo della tua atavica e misteriosa armonia. O vita, sei il fuoco che arde nel mio corpo, sei il mare che tempestoso si infrange sulla costa, sei il vento travolgente che spira attraverso la mia anima, mentre io vivo vivo di te, dei tuoi frutti della tuo infinito mistero, dei tuoi cangianti risvolti e nell'amore che provo per le tue stupefacenti creature. Ed io sono qui; adesso che guardo e ammiro il tuo sublime spettacolo e mi inchino dinnanzi a te perche mi hai reso partecipe di questo grande e immenso amore
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
sabato 12 ottobre 2013
Il regno della solitudine
Amico mio, che sei accanto a me, ogni momento di questa mia giornata. Le mie paure, sono le tue paure, le tue paure sono le mie. Insieme sfidiamo questa invalicabile altura, che minacciosa in tutta la sua altezza ci infonde un timore quasi reverenziale.Cosa ne sarà di noi ?, per quanto ancora potremo restare legati?, per quanto tempo potremo guardarci negli occhi ed evitare di vedere, negli occhi dell'altro, un avversario, un pericolo, una minaccia per noi e per il nostro futuro?. Tu sei la mia vita, sei la gioia che voglio provare, ma una fitta nebbia aleggia intorno a noi. Non sai cos'è ? Lo so io; è il nostro futuro, è il nostro futuro nel regno della solitudine.Ci vogliono soli, spietati, affamati, tracotanti di un arrivismo quasi esasperato alla vetta, alla cima, a quel posto di lavoro che forse tu mi ruberai, o io ruberò a te. Perchè è cosi che funziona oggi. Siamo la generazione che ha perso lo spirito di combattere contro i soprusi di questa società malata, siamo una generazione di vigliacchi, che aneliamo alla tranquillità dei sensi piuttosto che al cambiamento. E' così che ci vogliono soli e spregiudicati; il nostro centro viene passivamente spostato dal comune al singolo, la nostra morale cambierà dal bene in se, al bene per se. Vorrei tanto poter cambiare questo mondo, vorrei tanto epurarlo da questo individualismo che non porterà mai nulla di buono. Intorno a me saranno solo nemici, intorno a me solo estranei, intorno a me un mondo che ha perso la sua umanità. Ma ti prometto che comunque andranno le cose io lotterò per te e per noi, per una vita più equa, per una vita più giusta. Aprirò gli altri occhi dell'uomo,e tornerà l'armonia, la pace, e noi non avremo più paura del futuro
Othereyes
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
domenica 6 ottobre 2013
Il mio proposito di vita
Lunedì mattina: la solita colazione, il solito bus, la solita scuola, il solito banco, la solita professoressa, i soliti amici, i soliti discorsi, i solito compiti il solito letto...una solita giornata. Il mio spirito, il mio animo annichiliti dall'asfittico ciclo della routine, un labirinto di specchi dove nulla si trasforma, dove il comune regna sovrano. Ma da quando abbiamo scelto di vivere questa vita ? Da quando una vita fatta di certezze materiali e conoscenze accademiche è stata preferita ad una vita avventurosa fatta di scoperte e nuove esperienze, fatta di gente, fatta di luoghi, fatta di emozioni ?Dov'è l'emozione, ditemi dove posso trovare l'emozione, se ogni giorno mi sento risucchiare da uno statico schema di eventi che non mi da sbocchi. Sei ancora giovane, mi dicono, hai tutta una vita davanti, mi dicono, ma se il mio divenire si prospetta anche peggiore di quello che potrebbe essere, mi chiedo se riuscirò a resistere. Ogni giorno combatto con una realtà che non mi corrisponde, studio e mi impegno per un futuro che mi vedrà infelice e insoddisfatto, un futuro sempre e solo grigio.Mi piacerebbe tanto una mattina delle tante svegliarmi in una casa davanti all'oceano, vorrei svegliarmi aprire le finestre e vedere le balene che imperiosamente si immergono nelle acque profonde e sconfinate, vorrei svegliarmi e guardare l'orizzonte, con la consapevolezza che il giorno mi serberà esperienze dalle emozioni forti, da momenti indimenticabili. Siamo quello che viviamo, io voglio essere felice e vivrò fino in fondo per esserlo; non mi importa a cosa dovrò rinunciare, non importa se ci saranno persone che non approveranno. È questo il mio proposito, il mio proposito di vita.
Othereyes
Othereyes
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
sabato 5 ottobre 2013
Un dono del mare
Sono in
casa, sto studiando, dopo qualche momento decido di smettere, è un argomento
troppo complesso, è un argomento troppo razionale, sento dentro di me un senso
di insoddisfazione, mi alzo dalla sedia, percorro il corridoio arrivo in
soggiorno, lì c'è mio padre: su divano seduto mentre guarda la televisione. Sembra
assorto nei suoi pensieri, in realtà tenta di far sprofondare la sua mente
nella televisione, di raggiungere una stato di assoluta passività dopo lo
stress e la fatica del lavoro. le sue palpebre sono pesanti, il suo sguardo
vacuo sembra collegato allo schermo da un sottile filo impalpabile: non voglio
disturbarlo. Vado da mia madre, sta lavando per terra, e mentre muove con
vigore i suoi arnesi mi chiedo da quanto tempo è che non la vedo sorridere; dietro
di se si porta quel mal di vivere, come se fosse un macigno legato alla sua
caviglia , non mi azzardo a rivolgerle la parola, non voglio che anche stanotte
vada a dormire alle due. Nell'altra stanza c'è mia sorella, l'unica con cui
parlerei volentieri, ma è troppo assuefatta da quella voglia irrefrenabile di
pettegolezzi, troppo legata alle apparenze per comprendermi. Decido di uscire
per un po. La città illuminata ha un alone di fascino e mistero, tuttavia dopo
i primi cinquanta metri tutto quelle promesse di avventura si infrangono e
intorno a me non vedo altro che una realtà piena di gente persa. Quando la guardo
mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro i loro sguardi, ne vorrei conoscere ogni
singola storia, magari per capire meglio di come va la vita, perche qui non
vedo altro che freddezza e apatia. Ma ecco c'è un mio amico seduto sulla
panchina mi saluto e gli chiedo se posso sedermi con lui, lui accetta di buon
grado. Inizio a parlargli di me, della mia insoddisfazione, ma lui sembra non
capire, allora lui inizia a parlarmi della sua vita, ha un compito di
matematica tra qualche giorno, sembrava molto preoccupato, non riusciva
quasi a parlare d’altro eppure che cosa vuoi che sia un compito di matematica,magari
l’ennesimo tentativo della società di metterti alla prova, per vedere se sarai
pronto a vent’anni a scendere nella ‘’fossa dei leoni’’ a lottare e a
dibatterti per strappare quel posto che tanto ambisci nel suo grembo velenoso.
Non è tutta questa tragedia. Decido di salutarlo, perchèstanco di quei
piagnistei e mi incammino verso il mare. Mi siedo e lo guardo in tutta la sua irrequietezza,
in tutta la sua sublime passione. Ed è lì che tra le acque affogano i miei
turbamenti. Il mare ha il potere di farti trascendere da tutto ciò che eri,
finalmente sono lontano da tutto, finalmente posso trovare la pace. All’improvviso
una figura silenziosa e macilenta si avvicina al parapetto, con passo stanco ma
che diritto conduceva le sue flebili gambe, era un anziano signore sull’ottantina
dallo sguardo logorato dal tempo ma ancora vivo e pieno di luce. Si adagiò
sulla panchina e volto verso il mare era come se volesse rincontrare una sua vecchia
amica. Lo ammiravo, era come se il mare mi avesse fatto un dono, un dono del
tempo, un uomo che aveva la luce della felicità quella luce di chi sa di aver
vissuto di orizzonti incerti ma pieni di avventura. Non voglio disturbarlo,
volevo solo catturare anch’io quella luce. Lo ritrassi, cercai di cogliere la
sua essenza, quella passione che aveva vissuto in giovinezze e che gli aveva
lasciato un segno indelebile. Ancora adesso non so darmi una spiegazione ma era
come se in lui avessi visto un ipotetico me da vecchio, era come se avessi
visto un possibile futuro che mi avrebbe portato gioie e soddisfazioni. Non c’era
nulla di sbagliato nella mia vita, e quell’anziano era la risposta che prima o
poi continuando a cercare avrei raggiunto la mia felicità. Dovevo solo
pazientare e aver speranza e fiducia nei miei mezzi, ero certo che tutti i miei
dubbi prima o poi saranno solo un brutto ricordo.
Othereyes
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
Gabbia
Quanta tristezza mi avvolge in questi giorni. respiro intorno a me un'aria pesante che plumbea lascia qualcosa di sporco nella mia anima. Mesto guardo dalla mia finestra, il grigio pallore delle nuvole che mi infonde brividi insidiosi. Mi sento soffocare in questo momento, affogo sempre più in un baratro di insoddisfazione. Cammino per strada, ma intorno a me non vedo che gente infelice che impotente è schiava di quelle illusioni di quella ingannevole e ambivalente felicita che deriva dal possesso materiale, da una carriera che lascia spazio solo al cinismo e alla corruzione. Tutte ciò è come un muro invalicabile che pian piano ci costruiamo intorno a noi che ci opprime e ci impedisce di andare oltre e trovare la vera felicità. Vorrei andare oltre tutto questo, oltre le grandi e avvolgenti città. Oltre i confini della mia conoscenza, voglio evadere, voglio uscire da tutto e riscoprire il mio vero io. Voglio trovare la felicità nelle cose semplici e non negli artifici degli uomini; non voglio più vivere di ragione ma solo di amore armonia e felicità. Non siamo fatti per essere schiavi, prima o poi sentiremo l'impulso di sfuggire da questa vanità, da questo mondo vacuo.Arriverà il giorno in cui la felicità sara il vero nostro obbiettivo. Io ho speranza per questo mondo, per questa umanità. Non servono cambi radicali, basta iniziare dal nostro piccolo, cerchiamo dei momenti di distacco dalla nostra routine, fermiamoci per un secondo e dedicandoci più tempo, troviamo un punto nella nostra città al riparo da tutto, fuori dal tempo, dimentichiamo la nostra vita, diamo sfogo alla nostra fantasia fuori da ogni ritegno, perchè non scrivere qualche pensiero, perchè non disegnare qualcosa, la prima cosa che ci capita di vedere, seguendo l'onda della nostra fantasia, liberiamo la nostra anima repressa.
Othereyes
Othereyes
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
giovedì 3 ottobre 2013
Vivere con gli occhi di chi sa amare
È difficile pensare a quanto tempo ci siamo lasciati alle spalle, quanti ricordi che ci rimandano a momenti felici che come raggi di sole in tempo uggioso, squarciano le nubi di mal umore.Ma adesso rappresentano quelle senzazione stesse sembrano quasi un utopia in questa terra di sofferenza. Ogni giorno ci prospetta nuovi orizzonti, che non sono così remoti di come potevano sembrarci non poco tempo fa. L'amore di questi tempi seppur doloroso, è un dolore imprescindibile e ineluttabile e da solo penso a questa amarezza che spesso ritorna; vecchie ferite riaffiorano, nuovi dolori si prospettano sul nostro cammino. Che fare allora di questa vita che costantemente ci presenta tante difficoltà, muri invalicabili e notti che sembrano non finire mai. Dobbiamo guardare in noi stessi, perche questo alone di malinconia piano piano si sta diradando; una nuova consapevolezza sta crescendo in noi, una nuova autostima che è piu forte di tutto,persino della tristezza. Guardiamo questo mondo con occhi diversi; sappiamo apprezzare in ogni minimo particolare la vita che ci circonda, lasciamoci inebriare dal profumo dell'esistenza e troviamo uno scopo. Non stiamocene seduti; alziamoci partecipiamo anche noi a questa danza a questa musica che è la vita. Siamo attivi, non cerchiamo la tranquillità nel sonno della disperazione ma destiamoci da questa catalessi e tornano a vivere sognando con lo sguardo di chi sa amare.
Othereyes
Othereyes
Sono un ragazzo di 18 anni , che si pone delle domande e che cerca il perchè dei mali dell' uomo. Othereyes è quello che sono giunto col diventare poichè ho aperto gli occhi del mio cuore e quello che ho visto è il risultato di egoismo e individualismo. Abbiamo soppresso i nostri occhi dell'amore. Io cercharo di riaprirli
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