sabato 11 aprile 2015

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domenica 5 ottobre 2014

Silenzio

Silenzi, solendo in questa stanza , in questa città, in questa vita . Silenzi inghiottono le nostre parole; tra di noi nient'altro che silenzio. Camminiamo paralleli su questo cemento. Le nostre anime, le nostre bocche inquinate dal rancore ci impediscono di cercarci e di trovarci.  O silenzio, tu così inesorabile, così imparziale, sei il secondino in questa prigione di parole. Che cosa ci è successo, così rigidi e freddi, un tempo eravamo anime pulsanti d'amore e sentimento, mentre adesso inaliamo soltanto la cenere dei nostri ricordi che inasprisce la nostra mente e offusca i nostri occhi. La passione e l'amore che bruciava imperituro ormai è spento e solo un sottile sibilo di fumo è rimasto nel deserto del mio cuore. Adesso a farmi compagnia ci sei solo tu freddo silenzio; tra le tue spire io cerco di divincolarmi ma la tua forza soffoca ogni mia reazione; esangue dalla vita che mi donavi sono solo polvere in questo deserto mondo. Gioco di sguardi, il nostro, nulla di più, nulla che possa cambiare questo asfittico destino, e tu silenzio, sei complice del sentimento arido che provo, così lontana, avvolta nella tua coltre la avvolgi e lontana appare ai miei occhi come flebile miraggio. E' tempo di dimenticare e di proseguire nel mio ormai solitario viaggio e abbandonato in questa coltre di incertezza, mi incammino insicuro per questa via senza una meta, senza un orizzonte e senza vita.


sabato 26 ottobre 2013

Un'unica grande emozione

O mio amore, mio amore perfetto, assoluto, indissolubile, intenso genuino; o vita, o vita ti adoro, ti sento, sento la terra girare, sento il suo calore, sento il suo respiro, vedo le corde della sua essenza. Tu che mi irradi di luce nuova ogni giorno, tu che mi spingi, tu che mi fai crescere, tu che mi scaldi. Io ti amo, ti amo con tutto me stesso, in queste ombre io ti vedo, ti assaporo, ti annuso, sei mia e soltanto mia. Urlo a squarcia gola il tuo nome al mondo intero; il tuo calore pervade la mia anima pulsante e io prendo vita e danzo a ritmo della tua atavica e misteriosa armonia. O vita, sei il fuoco che arde nel mio corpo, sei il mare che tempestoso si infrange sulla costa, sei il vento travolgente che spira attraverso la mia anima, mentre io vivo vivo di te, dei tuoi frutti della tuo infinito mistero, dei tuoi cangianti risvolti e nell'amore che provo per le tue stupefacenti creature. Ed io sono qui; adesso che guardo e ammiro il tuo sublime spettacolo e mi inchino dinnanzi a te perche mi hai reso partecipe di questo grande e immenso amore 

sabato 12 ottobre 2013

Il regno della solitudine

Amico mio, che sei accanto a me, ogni momento di questa mia giornata. Le mie paure, sono le tue paure, le tue paure sono le mie. Insieme sfidiamo questa invalicabile altura, che minacciosa in tutta la sua altezza ci infonde un timore quasi reverenziale.Cosa ne sarà di noi ?, per quanto ancora potremo restare legati?, per quanto tempo potremo guardarci negli occhi ed evitare di vedere, negli occhi dell'altro, un  avversario, un pericolo, una minaccia per noi e per il nostro futuro?. Tu sei la mia vita, sei la gioia che voglio provare, ma una fitta nebbia aleggia intorno a noi. Non sai cos'è ? Lo so io; è il nostro futuro, è il nostro futuro nel regno della solitudine.Ci vogliono soli, spietati, affamati, tracotanti di un arrivismo quasi esasperato alla vetta, alla cima, a quel posto di lavoro che forse tu mi ruberai, o io ruberò a te. Perchè è cosi che funziona oggi. Siamo la generazione che ha perso lo spirito di combattere contro i soprusi di questa società malata, siamo una generazione di vigliacchi, che aneliamo alla tranquillità dei sensi piuttosto che al  cambiamento. E' così che ci vogliono soli e spregiudicati; il nostro centro viene passivamente spostato dal comune al singolo, la nostra morale cambierà dal bene in se, al bene per se. Vorrei tanto poter cambiare questo mondo, vorrei tanto epurarlo da questo individualismo che non porterà mai nulla di buono. Intorno a me saranno solo nemici, intorno a me solo estranei, intorno a me un mondo che ha perso la sua umanità. Ma ti prometto che comunque andranno le cose io lotterò per te e per noi, per una vita più equa, per una vita più giusta. Aprirò gli altri occhi dell'uomo,e tornerà l'armonia, la pace, e noi non avremo più paura del futuro

                                                                                                                           Othereyes

domenica 6 ottobre 2013

Il mio proposito di vita

Lunedì mattina: la solita colazione, il solito bus, la solita scuola, il solito banco, la solita professoressa, i soliti amici, i soliti discorsi, i solito compiti il solito letto...una solita giornata. Il mio spirito, il mio animo annichiliti dall'asfittico ciclo della routine, un labirinto di specchi dove nulla si trasforma, dove il comune regna sovrano. Ma da quando abbiamo scelto di vivere questa vita ? Da quando una vita fatta di certezze materiali e conoscenze accademiche è stata preferita ad una vita avventurosa fatta di scoperte e nuove esperienze, fatta di gente, fatta di luoghi, fatta di emozioni ?Dov'è l'emozione, ditemi dove posso trovare l'emozione, se ogni giorno mi sento risucchiare da uno statico schema di eventi che non mi da sbocchi. Sei ancora giovane, mi dicono, hai tutta una vita davanti, mi dicono, ma se il mio divenire si prospetta anche peggiore di quello che potrebbe essere, mi chiedo se riuscirò a resistere. Ogni giorno combatto con una realtà che non mi corrisponde, studio e mi impegno per un futuro che mi vedrà infelice e insoddisfatto, un futuro sempre e solo grigio.Mi piacerebbe tanto una mattina delle tante svegliarmi in una casa davanti all'oceano, vorrei svegliarmi aprire le finestre e vedere le balene che imperiosamente si immergono nelle acque profonde e sconfinate, vorrei svegliarmi e guardare l'orizzonte, con la consapevolezza che il giorno mi serberà esperienze dalle emozioni forti, da momenti indimenticabili. Siamo quello che viviamo, io voglio essere felice e vivrò  fino in fondo per esserlo; non mi importa a cosa dovrò rinunciare, non importa se ci saranno persone che non approveranno. È questo il mio proposito, il mio proposito di vita.
           
                                                                                                                            Othereyes

sabato 5 ottobre 2013

Un dono del mare

Sono in casa, sto studiando, dopo qualche momento decido di smettere, è un argomento troppo complesso, è un argomento troppo razionale, sento dentro di me un senso di insoddisfazione, mi alzo dalla sedia, percorro il corridoio arrivo in soggiorno, lì c'è mio padre: su divano seduto mentre guarda la televisione. Sembra assorto nei suoi pensieri, in realtà tenta di far sprofondare la sua mente nella televisione, di raggiungere una stato di assoluta passività dopo lo stress e la fatica del lavoro. le sue palpebre sono pesanti, il suo sguardo vacuo sembra collegato allo schermo da un sottile filo impalpabile: non voglio disturbarlo. Vado da mia madre, sta lavando per terra, e mentre muove con vigore i suoi arnesi mi chiedo da quanto tempo è che non la vedo sorridere; dietro di se si porta quel mal di vivere, come se fosse un macigno legato alla sua caviglia , non mi azzardo a rivolgerle la parola, non voglio che anche stanotte vada a dormire alle due. Nell'altra stanza c'è mia sorella, l'unica con cui parlerei volentieri, ma è troppo assuefatta da quella voglia irrefrenabile di pettegolezzi, troppo legata alle apparenze per comprendermi. Decido di uscire per un po. La città illuminata ha un alone di fascino e mistero, tuttavia dopo i primi cinquanta metri tutto quelle promesse di avventura si infrangono e intorno a me non vedo altro che una realtà piena di gente persa. Quando la guardo mi piacerebbe sapere cosa c'è dietro i loro sguardi, ne vorrei conoscere ogni singola storia, magari per capire meglio di come va la vita, perche qui non vedo altro che freddezza e apatia. Ma ecco c'è un mio amico seduto sulla panchina mi saluto e gli chiedo se posso sedermi con lui, lui accetta di buon grado. Inizio a parlargli di me, della mia insoddisfazione, ma lui sembra non capire, allora lui inizia a parlarmi della sua vita, ha un compito di matematica tra qualche giorno, sembrava molto preoccupato, non riusciva quasi a parlare d’altro eppure che cosa vuoi che sia un compito di matematica,magari l’ennesimo tentativo della società di metterti alla prova, per vedere se sarai pronto a vent’anni a scendere nella ‘’fossa dei leoni’’ a lottare e a dibatterti per strappare quel posto che tanto ambisci nel suo grembo velenoso. Non è tutta questa tragedia. Decido di salutarlo, perchèstanco di quei piagnistei e mi incammino verso il mare. Mi siedo e lo guardo in tutta la sua irrequietezza, in tutta la sua sublime passione. Ed è lì che tra le acque affogano i miei turbamenti. Il mare ha il potere di farti trascendere da tutto ciò che eri, finalmente sono lontano da tutto, finalmente posso trovare la pace. All’improvviso una figura silenziosa e macilenta si avvicina al parapetto, con passo stanco ma che diritto conduceva le sue flebili gambe, era un anziano signore sull’ottantina dallo sguardo logorato dal tempo ma ancora vivo e pieno di luce. Si adagiò sulla panchina e volto verso il mare era come se volesse rincontrare una sua vecchia amica. Lo ammiravo, era come se il mare mi avesse fatto un dono, un dono del tempo, un uomo che aveva la luce della felicità quella luce di chi sa di aver vissuto di orizzonti incerti ma pieni di avventura. Non voglio disturbarlo, volevo solo catturare anch’io quella luce. Lo ritrassi, cercai di cogliere la sua essenza, quella passione che aveva vissuto in giovinezze e che gli aveva lasciato un segno indelebile. Ancora adesso non so darmi una spiegazione ma era come se in lui avessi visto un ipotetico me da vecchio, era come se avessi visto un possibile futuro che mi avrebbe portato gioie e soddisfazioni. Non c’era nulla di sbagliato nella mia vita, e quell’anziano era la risposta che prima o poi continuando a cercare avrei raggiunto la mia felicità. Dovevo solo pazientare e aver speranza e fiducia nei miei mezzi, ero certo che tutti i miei dubbi prima o poi saranno solo un brutto ricordo.


                                                                                                                           Othereyes






Gabbia

Quanta tristezza mi avvolge in questi giorni. respiro intorno a me un'aria pesante che plumbea lascia qualcosa di sporco nella mia anima. Mesto guardo dalla mia finestra, il grigio pallore delle nuvole che mi infonde brividi insidiosi. Mi sento soffocare in questo momento, affogo sempre più in un baratro di insoddisfazione. Cammino per strada, ma intorno a me non vedo che gente infelice che impotente è schiava di quelle illusioni di quella ingannevole e ambivalente felicita che deriva dal possesso materiale, da una carriera che lascia spazio solo al cinismo e alla corruzione. Tutte ciò è come un muro invalicabile che pian piano ci costruiamo intorno a noi che ci opprime e ci impedisce di andare oltre e trovare la vera felicità. Vorrei andare oltre tutto questo, oltre le grandi e avvolgenti città. Oltre i confini della mia conoscenza, voglio evadere, voglio uscire da tutto e riscoprire il mio vero io. Voglio trovare la felicità nelle cose semplici e non negli artifici degli uomini; non voglio più vivere di ragione ma solo di amore armonia e felicità. Non siamo fatti per essere schiavi, prima o poi sentiremo l'impulso di sfuggire da questa vanità, da questo mondo vacuo.Arriverà il giorno in cui la felicità sara il vero nostro obbiettivo. Io ho speranza per questo mondo, per questa umanità. Non servono cambi radicali, basta iniziare dal nostro piccolo, cerchiamo dei momenti di distacco dalla nostra routine, fermiamoci per un secondo e dedicandoci più tempo, troviamo un punto nella nostra città al riparo da tutto, fuori dal tempo, dimentichiamo la nostra vita, diamo sfogo alla nostra fantasia fuori da ogni ritegno, perchè non scrivere qualche pensiero, perchè non disegnare qualcosa, la prima cosa che ci capita di vedere, seguendo l'onda della nostra fantasia, liberiamo la nostra anima repressa.

                                                                                                                               Othereyes